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Save The Children, il regalo è intelligente
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Napoli, Fioroni contestato dai disabili
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Lo strano caso dei gemelli diversi
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trisomia21.it
Bambini per sempre PDF Stampa E-mail
Scritto da Capo redattore   
Giovedì 30 Agosto 2007 15:26




Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Agosto 2007 15:31
 
L'integrazione scolastica ha compiuto trent'anni PDF Stampa E-mail
Scritto da Capo redattore   
Sabato 24 Novembre 2007 09:43

logo fadisTrent’anni fa, il 30 marzo 1971, veniva approvata la Legge n.118 che sanciva per la prima volta il principio secondo il quale - per gli allievi in situazione di handicap - “l’istruzione dell’obbligo deve avvenire nelle classi normali della scuola pubblica”. Da allora, molta strada si è fatta, sotto il profilo normativo e, soprattutto, nella prassi della scuola militante. Può essere importante e utile, perciò,
riflettere sui “diritti all’integrazione nella scuola dell’autonomia”, in coincidenza con un anniversario così significativo e nel delicato momento in cui le riforme scolastiche e istituzionali in fase d’attuazione, modificano profondamente il quadro di riferimento normativo e sono destinate ad incidere sulla predisposizione dei servizi formativi atti a dare continuità anche agli interventi che debbono rendere  esigibili il diritto all'educazione, all'istruzione e all'integrazione di allieve e allievi in situazione di handicap.
FONTE: Fadis



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Dislessia, questa sconosciuta PDF Stampa E-mail
Scritto da alice   
Martedì 18 Settembre 2007 22:43

dislessiaDi Antonella Pulvirenti
Quanti alunni dislessici abbiamo in classe? Siamo in grado di riconoscere i campanelli d’allarme che indicano un possibile D.S.A. (disturbo specifico dell’apprendimento)?  Come riusciamo a gestire la prassi didattica?  Riusciamo a fornire adeguati strumenti di apprendimento a questa fascia di alunni, che si stima sia il 5% della popolazione scolastica - quindi in media uno in ogni classe?
Molto spesso la dislessia non viene riconosciuta come tale, quindi non vengono comprese le dinamiche che rendono impossibile l’acquisizione di certi meccanismi, che per la maggior parte degli alunni sono semplici, se non addirittura banali…
ma che per i dislessici sono uno scoglio insormontabile. Di conseguenza c’è la pretesa che essi apprendano, memorizzino, leggano e scrivano come tutti gli altri, senza capire che ci sono invece difficoltà oggettive e che bisogna agire diversamente. La dislessia non è un handicap, come afferma il decreto legislativo che sta per essere approvato - e che darà regole ben precise e responsabilità ulteriori ai docenti - ma un diverso modo di apprendere e di rappresentarsi la realtà. La nostra cultura ha fatto della lingua scritta il canale privilegiato per l’apprendimento, ma non dobbiamo dimenticare che l’apprendimento passa attraverso l’esperienza e che tutti i canali comunicativi ed espressivi concorrono all’acquisizione delle conoscenze e delle competenze.


 

Ultimo aggiornamento Domenica 14 Ottobre 2007 09:54
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Progettare l’integrazione scolastica PDF Stampa E-mail
Scritto da Capo redattore   
Venerdì 31 Agosto 2007 17:30

Comincia la scuola
Di Pino Moscato
Fra pochi giorni riapre la scuola e Trisomia21.it ha pensato bene di aprire, con un lungo articolo, la spinosa titoloquestione dell’integrazione scolastica. Se ritenete che la luce del monitor sia troppo fastidiosa, stampate l’articolo e mettetevi comodi.
Durante il mese di settembre, correranno certamente informazioni e notizie sull’insufficienza degli insegnanti di sostegno, la mancanza di fondi, la riduzione delle ore. Ogni anno è così… Vorremmo allora provare ad avviare qualche riflessione sul tema dell’integrazione scolastica della persona disabile, che ci porti a pensare oltre le sole questioni economiche. Cercare insomma alternative valide che abbiano ricadute positive sui nostri figli e alunni disabili...
Non vogliamo con questo passare per coloro che “visto che non c’è nulla da fare cercano di organizzarsi con quello che hanno”. Ci piacerebbe promuovere delle campagne, ma il nostro sito non ha ne’ la forza di farlo e forse tutto sommato è anche una scelta. Il nostro compito resta sempre la riflessione e pensiamo che certe “lotte” vadano sostenute a livello nazionale e non solo da piccoli gruppi o piccole associazioni. Crediamo ancora non emerga la volontà comune di muovere energie intorno a semplici ma importanti obiettivi, ma non crediamo neanche in quelli che facilmente possono divenire slogan che davvero non portano da nessuna parte. Le grandi  come le piccole associazioni hanno compiti enormi spesso legati all’assistenza, all’aiuto quotidiano, a dare una mano a superare i problemi più gravi, perché lo sappiamo, la disabilità è varia e non sempre è facile da gestire ed è insostituibile il loro prezioso contributo. In ambito scolastico le piccole associazioni possono riuscire ad ottenere soluzioni all’interno di un contesto geo-politico ben preciso, oppure puntare alla denuncia di situazioni altrimenti difficili da risolvere. Questa la premessa alla riflessione che vogliamo proporre intorno al complesso tema dell’integrazione scolastica.


 

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Luglio 2008 15:07
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A quando i libri di scuola digitali per tutti? PDF Stampa E-mail
Scritto da Capo redattore   
Sabato 28 Luglio 2007 16:48
di Flavio Fogarolo
Centro di Documentazione e Formazione del CSA (Centro Servizi Amministrativi) di Vicenza.
Fonte: Gruppo solidarietà

Sembra quasi un'utopia riuscire a rendere operativa e concreta la Legge 4/2004 - nota anche come "Legge Stanca" - sul punto riguardante i libri di scuola in formato digitale per gli alunni con disabilità. E così, a meno di due mesi dal quarto anno scolastico successivo a quella norma, il problema è tutt'altro che risolto

Si avvicina un nuovo anno scolastico e torna di attualità la questione dei libri di testo in formato digitale per gli alunni che, a causa della loro disabilità, non possono usare quelli normali di carta.
La Legge 4/2004, nota anche come "Legge Stanca", ha riconosciuto ufficialmente il diritto alla fornitura - per loro e per gli insegnanti di sostegno - dei libri su file (articolo 5), ma tutto è ancora bloccato. A settembre, quindi, comincerà il quarto anno scolastico dopo l'approvazione di tale norma e ormai per tante famiglie quel "benedetto" articolo 5 assomiglia sempre più ad una beffa.




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