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Usabili e accessibili: i siti li vogliamo così |
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Scritto da Capo redattore
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Venerdì 27 Ottobre 2006 12:10 |
di Paola Limone
Tutti ormai possono fare un sito, ma molti siti non sono per tutti… Con questo “motto” da me coniato in questo momento voglio introdurre un argomento molto importante, legato all’ideale di inclusione e alla speranza di un vero abbattimento delle barriere, nel web come nella vita reale. Quante volte, navigando in internet, ci imbattiamo in pagine troppo piene, troppo colorate, scritte con caratteri molto piccoli, piene di pubblicità e immagini lampeggianti e in movimento che provocano spesso fastidio alla vista? Difficilmente il nostro sguardo riesce a concentrarsi, e facciamo fatica a trovare ciò che ci interessa: ecco, in questi casi il sito non è usabile. “Il troppo stroppia”, il detto sintetizza il problema : chi ha progettato il sito ci ha voluto stupire con effetti speciali, ma non ha fatto nulla per guidarci a scoprirne i contenuti, a non perderci nei labirinti di migliaia di link. Chi ha problemi visivi si trova spesso a “combattere” con pagine dagli sfondi colorati che non rendono adeguatamente contrastato il colore dei caratteri, o si trova a non avere un testo alternativo che descriva foto ed immagini.
In molti casi poi le pagine sono così piene di immagini che diventano lentissime da caricare per chi non è ancora dotato di linee a banda larga, o se si tenta di ingrandire i caratteri questi “escono” dalle loro colonne e vanno a sovrapporsi ad altri. In questa rapida carrellata ho illustrato molti problemi che finiscono col rendere un sito inaccessibile a molti. Se si tratta di siti dell’Amministrazione Pubblica o di siti che offrono importanti servizi on line (aereoporti, banche, posta, ospedali) questa inaccessibilità ha conseguenze molto gravi su una larga fascia di popolazione che non può accedervi. La Scuola in questi anni si è molto occupata di disabilità e barriere architettoniche, nella giusta convinzione che l’autonomia di movimento e la possibilità di partecipare attivamente a tutti gli eventi della vita sociale siano un diritto di tutti. È quindi importante che essa affronti anche il tema delle “barriere digitali”, di quegli ostacoli, spesso frutto di mancata consapevolezza del problema, che non permettono a tutti di utilizzare gli strumenti infotelematici, e in particolare di accedere con facilità e senza limitazioni ai contenuti ed ai servizi nel web.
La legge Stanca del 9 gennaio 2004, n. 4, ha stabilito le disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili (e non solo) agli strumenti informatici ed ha regolamentato obblighi e responsabilità delle Pubbliche Amministrazioni per l’adeguamento dei siti web alle linee guida indicate dall’Unione Europea. Essa prevede che i nuovi contratti stipulati dalla Pubblica Amministrazione per la realizzazione di siti Internet siano colpiti da nullità, qualora non rispettino i requisiti di accessibilità; in generale l’inosservanza delle disposizioni di legge da parte del pubblico amministratore comporta responsabilità dirigenziale e disciplinare Nell’affidare la gestione del sito web ad aziende esterne o a docenti esperti presenti nel proprio Istituto, le singole istituzioni scolastiche devono pertanto chiederne l’adeguamento a queste linee guida. Sono convinta che una scuola aperta a tutti, democratica e multiculturale, fondata sull’inclusione come valore costituzionale fondante, non si limiterà ad obbedire ad una nuova norma ma saprà cogliere il valore educativo dell’universalità del web. In ogni caso è bene conoscere gli aspetti più generali del problema, in modo da saper valutare consapevolmente le soluzioni proposte e conferire incarichi completi ed anche, magari, gestire in modo “inclusivo” il proprio sito personale. Per chi volesse approfondire il tema vi invito ad esplorare una mappa concettuale da me predisposta.
Paola Limone
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