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Pagina 1 di 2 Ho trovato questo articolo nella rete che racconta di Jerome Lejeune, lo scienziato che ha scoperto "...la prima anomalia genetica, la cosiddetta trisomia 21". Ve lo ripropongo qui di seguito, ma se volete potete leggerlo dal sito originale dal quale ho prelevato questo testo: http://www.fidesvita.org/index.php/jerome-lejeune-una-vita-straordinaria-di-uomo-e-di-scienziato/
Jerome Lejeune: una vita straordinaria di uomo e di scienziato di Francesco Agnoli - Libertà e Persona - 15/06/08
In Italia su di lui si sa molto poco. Gli unici quattro libri, a quanto mi consta, li ha pubblicati l’editore Cantagalli (l’ultimo è di Clara Lejenue, sua figlia: “La vita è una sfida”). Il suo nome è quindi sconosciuto ai più, anche in tempi in cui di genetica si parla spesso. Eppure Jerome Lejeune è uno dei grandi scienziati della storia, uno di quelli che ha fatto fare alla conoscenza umana un balzo in avanti. Nato nel 1926 a Montrouge sur Seine, è infatti colui che ha scoperto la prima anomalia genetica, la cosiddetta trisomia 21, cioè l’anomalia genetica che determina la sindrome di down, altrimenti detta mongolismo. Sino alla sua scoperta si credeva che il mongolismo fosse una tara razziale, oppure che fosse determinato da genitori alcolisti o sifilitici. Lejeune dimostrò che non vi era nulla di disdicevole, nei genitori di quei bambini, nessuna degenerazione razziale, nessuna contagiosità, in quelle creature in cui era avvenuta la triplicazione di un cromosoma, un eccesso di informazione genetica, e che vengono colpite nella facoltà dell’intelligenza, dell’astrazione, anche se conservano integre affettività e memoria. Lejeune per questa scoperta, e per altre che la seguirono, ottenne innumerevoli riconoscimenti internazionali, premi ed onoreficenze. Divenne un uomo famoso e per lui fu creata la prima cattedra di Genetica Fondamentale presso l’università di medicina di Parigi. Ma Lejeune non era solo un ricercatore, un curioso, uno studioso di segmenti di Dna. Il suo intento fu sempre quello di guarire i suoi malati, così socievoli, così allegri, così fanciulleschi. “Se si riuscisse a scoprire come poter curare la trisomia 21, scrive la figlia Clara, allora sì la strada sarebbe aperta per poter curare ogni altra malattia genetica”. Scoprire la prima aberrazione cromosomica è, nella mente di Lejeune, il primo passo per compiere l’opera del medico, che è, da sempre, quella di curare.
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