Socializzazione e integrazione scolastica sono imprescindibili: il rapporto del bambino e della bambina Down con i compagni della scuola, con gli educatori. |
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In questo spazio affronteremo la questione della socializzazione del bambino e della bambina Down con i suoi compagni di classe e delle altre classi della scuola. Ma non si può parlare di socializzazione senza metterla in relazione al principio dell'integrazione scolastica: molte delle interpretazioni degli insegnanti, pur se piene di buoni propositi, vanno rimesse in discussione. C'è chi ritiene opportuno lavorare in classe osservando un programma didattico individualizzato, chi invece è convinto sia meglio lavorare in un'aula di sostegno appartata e chi ritiene che la verità sia nel mezzo. Eppure in ognuno dei casi descritti si gioca la qualità del rapporto sociale... Tutto questo ci fa credere che non ci sono delle risposte certe, ma i margini per l'elaborazione di proposte nuove e diverse non mancano. È probabile che non sia più sufficiente redigere una programmazione individualizzata, ma sia necessario lavorare ad un progetto al quale aderisca tutta la scuola, perchè l'obiettivo non sia soltanto l'acquisizione di informazioni e abilità, ma anche la promozione di una pedagogia della cultura piuttosto che una cultura della pedagogia: tutti i soggetti di un gruppo sociale (e diciamo tutti) contribuiscono, attraverso lo scambio delle conoscenze acquisite, alla formazione della personalità. Infine non va dimenticato il ruolo del genitore-educatore, il quale spesso è partecipe in prima persona delle problematiche dell'integrazione scolastica.
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